sabato 22 gennaio 2011

parallelismi e complementarità tra Berlusconi e don Gelmini

è interessante notare le affinità tra il linguaggio di Berlusconi e di don Gelmini, "volevano piegarci ma non ci sono riusciti", dice Berlusconi a gennaio del 2011 per difendersi delle accuse di induzione alla prostituzione di minori o Rubygate, don Pierino Gelmini, primi di agosto 2007, diceva piò o meno le stesse parole per difendersi e confondere l'opinione pubblica nel momento in cuie ra accusato di molestie sessuali nei confronti di ragazzi delle sue comunità...A parte la coincidenza delle accuse (molestie o abusi sessuali), e a parte la coincidenza tra le parole che potrbbe sembrare innocuaagli occhi di chi non sa che, per esempio, un ragazzo che era stato nella comunità di don Gelmini (quel ragazzo è un mio amico) una volta mi disse che Berlusconi andava a chieder eogni tanto consiglia don Gelmini per il tipo di linguaggio da usare nei discorsi e nelle occasioni pubbliche...Il mio amico forse scherzava, forse no, ma a chi non sa potremmo dire anche altre cose che riguardano i rapporti tra Berlusconi e don Gelmini, rapporti non solo politici, ma anche economici ovviamente (ricordiamo i doni di milioni di euro che Berlusconi ha fatto a don Gelmini anche in diretta televisiva), ma sarebbe interessante cogliere i nessi psicoantropologici fino ad arrivare a percepire una dimensione parallela tra don Gelmini (il suo metodo, la sua figura) e Berlusconi (i suoi metodi, le sue figure), e arrivare a concepire un doppio binario: don Gelmini "controlla le anime, le coscienze", con una tendenza a far diventare il mondo un'immensa comunità per tossicodipendenti a cielo aperto, Berlusconi fa la stessa cosa ma a livello più..."visibile", anche se più potente a livello economico, infatti è un imprenditore, don Gelmini è un prete con un potere economico e politico smisurato pe r un prete ma anche per una persona laica forse, dietro la maschera delle comunità per tossicodipendenti, Berlusconi è più visibile, più sputtanato, paradossalmente, fanno un lavoro complementare, don Gelmini ha iniziato negli anni '60, Berlusconi pure, più o meno, o dopo anche perchè più giovane del primo, ma don Gelmini ha fatto il suo stesso percorso anche di frode e di accuse e di anni di carcere e poi per ripulirsi ha fondato le comunità, Berlusconi non è stato in carcere, anche perchè per evitare il carcere è "sceso in campo"....parallelismo e complementarismi meritevoli di opportune narrazioni...

lunedì 17 gennaio 2011

aspittati dumani, dumani, ogni jornu dumani

perchè non mi vuoi amare? saresti felice con meeeeeeee! perchè ti cerchi la felicità nella disperazione? tu ti circhi la disprazijoni, noooooooo....!!!!!

non è possibile? cosa ti manca, cosa non hai cos'è che insegui se già ce l'hai, se la tua strada finisse qui forse sarebbe meglio così, o pomì! o così o pomì! non ci credo che tu ti voglia fare così maleeeee, oppure....c'è qualcosa che non capisco, che non percepisco....io vorrei essere sicuro che tu non provi una beata minchia per me ma non ci riesco, non mi dai sicurezze!

Non mi interessa una minchia di stare con te, cioè mi interessa più capire perchè tu ti cerchi la disprazijoni che stare con te, è una condanna stare con te, cioè sarebbe una condanna stare con te, ma mi sembra così ineluttabile, io mi rimperei i coglioni a stare con te, ti odio, ma non potrei evitarlo, eppure vorrei evitarlo, e ce la sto facendo forse, comportandomi in un certo modo che a te sembra insistente, ma vorrei essere sicuro che tu...sei sicura, forse mi sbaglio, mi vorrei sbagliare, ma non ce la faccio, vabè, mi devo rassegnare, ma non mi rassegno, almeno per ora, vedremo domani, dumani dumani, cerca nel libro di Buttitta alla fine della poesia Nun mi lassari sulu, che finisce così, dumani dumani...aspittati dumani, dumani, ogni jornu, dumani...la poesia si chiama Si mori du voti, Si muore due volte, e chi non vuole non può trovare una minchia di dio di assonanza con la nostra storia...si muore due volte...ogni due anni?

venerdì 7 gennaio 2011

sembra che il nuovo anno abbia portato vento di rivolta nel mediterraneo....

In ALgeria e in Tunisia, il vento di rivolta non va via...

Sembra...sembra che...
che sembra?...C'é ombra...

A Parigi occupano un immoble vicino l'Eliseo, e non sono solo squatter di professione, ma studenti, lavoratori rimasti senza casa dopo uno sgombero di ottobre o novembre, in Tunisia la giornalista di Le monde non puo' entrare per documentare les emoutes, le sommosse iniziate tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, per il tentativo di suicidio di un giovane al quale i poliziotti avevano sequestrato la merce che vendeva per strada, sembra che lui sia laureato e già "ripiegato" a fare lavori "di strada"...

A Roma e in generale in Italia studenti e non solo infiammano gli animi e qualche strada e qualche cassonetto...

Sembre, che sembra? c'é un ombra....Oggi qui, domani li...

giovedì 6 gennaio 2011

pomeriggi a marsiglia con sandali in algeria

Cominciamo da qui: da un pomeriggio non bello ma neanche freddo, cioé il tempo era da un solo paio di pantaloni mezzo tempo, anche se io stamattina ero uscito e col pantalone unico pigliava aria e quindi sono rientrato e ho messo il doppio pantalone modello tuta nera da scena teatrale infatti ne avevo comparto due paia a Collegno al mercato del mercato del mercoledi' un po di mesi fa. A questo proposito volevo ringraziare Andrea S. caro amico anzi carissimo che a luglio dell'annos corso mi aveva regalato is uoi sandali da montagna, lo so che vi pare strano ma esistono i sandali di montagna, quelli con le ruote, o meglio, con i tacchi rialzati di gomma dura ca ci po varcari li muntagni, apputno, grazie Andrea se non avessi te sarei un uomo inutile e via citando quella cantante tipo Loredana Berté ma corregetemi perché sbaglio!

Allora oggi, dicevamo...

Pomeriggio da due pantaloni leggeri a Marsiglia. Volevo sottolineare che i sandali di Andrea mi hanno sostenuto in tutto il periodo algerino e in Algeria, a parte l'aspetto climatico temperato e il mare, c'é la Kabylia che é un po' come Enna e le madonie messe insieme, e io sono stato proprio li, in Kabylia, la maggior parte del tempo.

Ecco, ora mi rendo conto che raccontare pochi episodi del pomeriggio marsigliese era una scusa per racontare la Kabylia apartire dai sandali?

E come faccio adesso? continuo con la Kabylia o col pomeriggio marsigliese? sono stanco. Di scrivere, é tutta una fatica che non immaginate, si, é come un orgasmo scrivere, ma a quest'ora, dopo tutti questi passi pensieri che da oggi alle quattro del pomeriggio che sono per le strade di Marsiglia fino alle venti e trenta circa..

Riassumiamo: ci sono tre scene: una un paio di mesi fa davanti un supermercato di Marsiglia tra Notre dame du Mont e la plaine più o meno: un ragazzo chiede l'elemosina davanti il supermercato: escono due tipi, un sessantenne e uno più giovane. Il sessantenne dice subito al ragazzo che fa l'elemosina: "Ah no, c'est pas possible, tu est costaud, tu es plus jeune que moi, je suis a la retraite, tu peux aller travailler". Mi viene da ridere perché il tipo rompe uno schema francese: la politesse. E' più un tipo "milanese". E forse é più che milanese. Infatti si ferma a parlare col tipo, a scambiare quattro chiacchiere. Ieri ho raccontato questa scena a una mia amica di Lyon che abita a Marsiglia. E ha detto che é meglio di chi passa e non dice niente. Almeno c'é stato uno scambio. Anche un'altra sua maica diceva la stessa cosa. E anche io dicevo la stessa cosa.

Torniamo a oggi pomeriggio: poco dopo la mia uscita di casa alle 16h30 circa, mi aggiravo dalle parti del Cour Julien. Una delle anime storiche di Marsiglia. Oggi ricca di locali presque notturni e pomeridiani e comunque un bel posto, anche se rispetto a un po' di anni fa....Ma vediamo el immagini:

due poliziotti-pompieri (si definiscono pompieri ma habbillées come poliziotti) cercano di svegliare due tipi che dormono per terra sotto un muretto e vicino a una banchina. Uno dei due tipi é africano coi rasta. Dorme della bella e ogni tanto bestemmia a occhi chiusi per cacciare il poliziotto pompiere che cerca di svegliarlo per dirgli che non puo' dormire per terra al limite sulla banchina! Io chiedo delucidazione al pompiere lui mi risponde con la classica domanda di rimando: "Vous etez quoi?", "Un semplice citoyen", rispondo io. Dopo un po' mi allontano, é un'altra scena di vita di strada, comunque viva e vitalizzante, rispetto al silenzio e all'indifferenza. Tra le altre cose c'é un tipo che circola attorno ai poliziotti, forse amico dei due, e bestemmia con l'andatura barcollante. Il poliziotto gli dice ogni tanto di stare calmo. Scusate, il pompiere!

Terza scena e ultima del pomeriggio. Un'ora più tardi. Stessa spiaggia, cioé stessa piazza ma più verso Notre dame du mont. Due chitarristi di strada, tutti e due africani più a sud del deserto d'Algeria, canticchiano. Attorno al oro due tipi con una giacca a vento azzurra con scritto Mediation sociale. Uno dei due in giacca a vento é un loro conterraneo subsahariano, canticchiano insieme, poi i giaccaavventati se ne vanno sorridendo. Mi chiedo e e mi dico che solo in Francia, madre dell'assistenzialismo estremo, possono esistere tante figure assistenziali come quelle che ho visto nelle ultime ore. In più da qualche mese c'é la Police de la propreté, cioé la Polizia della pulizia. Mi avvicino per ascoltare gli accordi dei due chitarristi. Dopo un po si avvicna un poliziotto. Mi sembra strano che gli dica qualcosa. Stanno solo canticchiando. Magari li conosce e li vuole salutare, mi dico. Invece il poliziotto dice di smettere di suonare quasi toccando la chitarra, o comunque dice di cantare a bassa voce! Il chitarrista "toccato" reagisce, il poliziotto fa vedere la scritta "polizia" della sua divisa. Io chiedo al poliziotto come mai rompe i coglioni al chitarrista. Il poliziotto mi dice "Fa rumore, disturba", "Ma chi cazzo distruba?", chiedo io, alles ei del pomeriggio! In una piazza enorme. "Qualcuno che abita nelle case con le finestre sulla piazza si potrebbe disturbare"; Intanto arrivano altri poliziotti. Altri tre. Alla fine se ne vanno ma quello che aveva rotto i coglioni cerca di spiegare che dopo le sei del pomeriggio non va bene, il faut faire doucement. Io mi voglio morire. Dopo che i pulotti se ne vanno mi metto ad arpeggiare una delle due chitarre. Chiedo a uno dei due se é di Marsiglia. DIce di no e che é la prima volta che viene ed é arrivato poche ore fa. Poi mi dice che vive a Cannes e li verso la spiaggia cantano e suonano anche con le amplificazioni e non gli dicono niente. Poi loro due cominciano a canticchiare all'africana, cioé poche vocali e canto libero su accordi liberi. Dopo un po' dico che devo andare che ho un appuntamento. Mi dicono di continuare e loro cominciano a cantare sempre più forte ed é bello e sembriamo a San Francisco (perché cantano in inglese invantando sul momento). Alla fine canto anch'io e guardo in direzione dei poliziotti. Se tornano siamo nei guai? ma non tornano, sono lontani. Io dopo un po' me vado che ho un appuntamento. Buonanotte. Questo testo lo vorrei mettere anche sul mio blog sottotorchio.blogspot.com o cuntacunti.blogspot.com.

sabato 1 gennaio 2011

miseria che sa di arcano nel capodanno ad Algeri

non posso più sopportare questa miseria che sa di arcano. Questa nausea che mi accompagna, che mi bagna
questa miseria che dice tutto e non dice nulla
questa scomparsa di mare aperto
un vuoto dell'anima come il deserto?
e un pieno del cuore
un pieno opprimente, latente
un pieno non pienezza
un'assurdità vivente
una miseria sincopata
un colpo al cuore
di chi non muore

In questo niente al quale sopravviviamo
in questo niente che ci sopravvive
in questo niente fatto di cristallo e poesia
in questo niente che va via
di estremità e confidenze perse
emerse, riemerse

di questi silenzi precristiani
preumani?
di questi volti arcani

giovedì 29 aprile 2010

stanchezzadidioaddiotrapadovaetorino

Stanchezza di dio popolo, o sano rilassamento dei nervi dovuto a camminamenti ebraici sotto il sole, vorrei raccontare l'ira di dio ma mi tengo tutto per mio, a.

Non vedo l'ora di tornare a Torino. Anche da Padova Torino chiama. I padovani. L'onda anomala verso Torino continua. Una coppia che ho incontrato ieri vuole trasferirsi a Torino il prossimo autunno. Gli ho sconsigliato vivamente San Salvario. Quartiere rovinato dal radical chiccume rampante! Come diceva patrizio, che non ha ancora risposto alla mia mail di tre o quattro giorni fa, San Salvario era bello ed è bell operchè ci sono gli arabi e gli africai. Adesso li stann cacciando, alzando il prezzo delle case e pensando di poter abitare in un quartiere multi popolare, multi minchia, e intanto cacciano la base della multipopolarità, e ci resta sta minchia! Infatti lo stile dei circoli Arci e dei localini minchia e mazza che ci stanno lì, incominciando da quel pezzo di mmerda del tipo dello Sbarco, è uno stile fintamente culturale, che scimmiotta i teatrini e le minchie e mazze all afrancese, perchè ti sottopagano, se l atirnao e a volte fanno i mafiosi e le mmerde come il Sergio dello Sbarco, che si è comportao con me da mafioso di mmerda, devo dire bene invece di quelli del Biberòn, infatti erano così bravi che l'annos corso li hanno fatti chiudere. Ora basta va

lunedì 8 marzo 2010

treni chiusi a chiusi...per Siena con foglio di via

Chiusi è una ridente cittadina tra Toscana Umbria e Lazio, raccoglie le energie di tre regioni, tre confini! Forse anche i pregi e i difetti? Chissà? Di fatto, ieri alla stazione di Chiusi c'era un tazebao per esporre le prime pagine dei giornali locali e non, e in uno di questi c'era scritto che l'Alta Velocità passerà anche da Chiusi e Campitello...Lo leggevo mentre aspettavamo un treno che sarebbe partito alle 16,30 da Chiusi, per Siena, un tragitto di un'ora e un quarto, ma si sa...è domenica e i treni circolano meno, ma tra Siena e Chiusi e in generale tra Siena e Viterbo i treni sono parecchio rari (vedi un diario di questo blog del novembre 2007, giorno 6 o 7 novembre più o meno)tipo che tra Siena e Viterbo, 200 chilometri di distanza anzi 170 o forse anche meno, credo 122, ma non importa la differenza di qualche decina di chilometri, importa che per farli in treno ci vogliono circa 5 ore, mi era capitato un paio di anni fa, e ieri mi è ricapitato, ma stavolta di più: per fare 89 chilometri sei ore e un quarto, cioè 4 ore e mezza di attesa e un'ora e un quarto di viaggio, eh sì, perchè noi, io e Leonardo, siamo arrivati alle 12,35 a Chiusi! E quindi..siamo rimasti...chiusi a Chiusi! Certo, dice quello, magari se arrivavate qualche minuto prima, prendendo un Intercity da Orvieto (io che venivo da Bolsena, lui avrebbe dovuto prenderlo a Roma) che passava da Orvieto alle 11,44...ma io ci ho provato, son partito in autostop da Bolsena alle 10,45/50, e ho trovato anche un giovin signore coi bambini che mi ha fatto salire sulla sua autoimmobile e mi ha portato a Orvieto, ma che ci posso fare se il treno aveva dieci minuti di ritardo? E quindi sono arrivato a Chiusi un minuto dopo la partenza del treno per Siena, e al tipo col baffo della biglietteria ho provato a dirlo, ma lui mi ha detto che adesso le coincidenze non esistono più, quindi...nel frattempo anche Leonardo si avvicina allo sportello e dice un pò animatamente che lui arriva da Fiumicino, gli hanno detto che avrebbe trovato una coincidenza a Siena, e sapere di dover aspettare altre quattro ore gli fa girare le palle, anche perchè arriva da Damasco e ci ha messo meno ore ad arrivare da Damasco a Roma che da Chiusi a Siena! Io a questo punto dico che....non sembra molto corretto...dover pagare il biglietto, a queste condizionI! Infatti io ho un chilometrico che non ho timbrato e non timbrerò fino in fondo. Dopo un pò di imprecazioni terapeutiche ci sediamo nelle panchine della sala d'attesa incorporata alla stazione, cioè il salone d''ingrsso della stazione di Chiusi che fa anche da Sala d'attesa (non ho controllato se c'è un'altra sala d'attesa appartata)

Leonardo compra La Nazione, mi da il giornale perchè lui all'inizio legge solo l'inserto sportivo. Io mi faccio catturare lo sguardo dalla notizia in prima pagina del tipo in bicicletta che a Siena ha "danneggiato" alcune macchine e poi è stato acciuffato dalla polizia ed è scappato ma era ubriaco ed è caduto e i poliziotti gli hanno dato il caffè per farlo riprendere e lui è scoppiato a piangere per los conforto e si è preso comunque resistenza a pubblico ufficiale, stato di ubriachezza e rifiuto di sottomettersi all'esame etilometrico...

Poi all'interno, sempre cronaca di Siena, c'è una foto di una festa locale organizzata dall'Avis, sempre vicino Siena, e c'è Prodi insieme a un altro tipo nella foto, ma non c'è scritto che quello lì è Prodi....Ontologia professionale: sottozero! Mi ricordo del corso di giornalismo frequentato a Roma dieci o undici o docici anni prima e di quando ci dicevano che in Italia può capitare di vedere intervistato qualcuno durante un telegiornale e non spuntare la didascali con il nome dell'intervistato, ho verificato, è capitato! Almeno una volta...

Cerco di affogare un pò di frustrazione e di rabbia per le quattro ore di attesa che ci...aspettano, a Chiusi, quando andiamo verso la porta per uscire dalla stazione c'è scritto PORTA CHIUSA, e allora io faccio la battuta e usiamo un'altra porta per uscire...quella più vicina all'edicola...

Io sono un poeta, andrei a scrivere in un internet point, se non ci fosse Leo, mi andrei a drogare di scrittura e forse mi intristirei, perchè nont roverei nessuna mail nella mia cassetta di posta elettronica, di domenica poi! Invece Leo mi propone la scelta radicale: "Facciamo autostop?"

E ci incamminiamo, come in un film di non so chi, comunque ambientato negli anni '70, dove ci sono due che vanno verso un'uscita della città per fare autostop, solo che io più o meno ho il "costume" giusto, chitarra e zaino in spalla, Leo ha il troller che trent'anni fa forse non c'era, perchè si partiva più decisi verso l'uscitta della città per fare autostop e meno decisi col biglietto strapagato come ha fatto Leo, e poi ritrovarsi bloccati quattro ore...(Leo ha pagato anche un pezzo di Intercity che non ha neanche preso, tra Roma e Chiusi)

All'uscita della città, direzione Montepulciano, meno male che il sole ci accarezza e riscalda, se no sarebbe uno strazio...anche climatico, io comincio ad aggrapparmi al telefonino anche per confortarmi dello strazio che ci attende, non si ferma neanche Dio e dopo mezz'ora o anche un'ora torniamo in città, non abbiamo fatto più di un chilometro di strada a piedi, a un tipo di un distributore di benzina chiediamo un passaggio, lui ci dice che abita lì e io dico che aspettiamo un treno che partirà fra tre ore, lui dice che Chiusi è una colonia, "una colonia di chi?", chiedo, e lui dice "del PD"...e io dico che forse non bisognerebbe votare per nessuno, e lui dice che bisognerebbe votare per chi cura gli interessi collettivi ma non più nessuno...e se ne va verso il suo telefonino!

Sul filo del ritratto

In paese c'è un mercatino locale che si chiama Sbottegando, io penso che potrei approfittarne per fare qualche ritratto e arrotondare le magre risorde economiche...e infatti lo faccio, a un bambino con due genitori giovani e belli, anzi, prima lo faccio ai genitori, comincio con lei, poi faccio il marito che mi sembrava il fratello o un amico tanto sono giovani e belli e poi tento di fare il bimbo che si nasconde e faccio solo un profilo di striscio, mi danno 11 euro e sono contento...poi ne faccio altri due o tre o forse quattro e racimolo quasi 40 euro o forse qualcosa in più, compro un salame, anzi, mezzo salame di Norcia in una delle bancarelle, offro un caffè a Leo prima di partire, lui mi aveva offerto la birra artiginale che avevamo bevuto all'entrata nella strada del mercatino, poi avevo cominciato a fare ritratti...poi chiedo anche informazioni per proporre un concerto o una narrazione per la prossima edizione di Sbottegando, mi fanno parlare con un responsabile che mi da la mail, e poi un'altra responsabile viene a chiamarmi per chiedermi se voglio fare una scritta per terra tipo madonnaro la prossima edizione di settembre...vabè, hai trovato l'ingaggio, mi dice uno dei due ragazzi che producono e vendono birra artigianale...

Il giorno prima avevo visto il depliant Terredisiena, con i percorsi e gli itinerari fiabeschi per andare in bicicletta a Siena, solo che dimenticavano di dire che per arrivare a Siena o ci vai in macchina o in bicicletta! Perchè in treno....si resta Chiusi a Chiusi! Poi penso ai miei compagni di questo ultimo quinquennio, tra cui ce ne sono di senesi, e tra questi senesi, circa 5, pochi giorni fa, hanno subito una violenza giudiziaria chiamata Foglio di via" da Sovicille, frazione del comune di Siena, il loro "crimine" è di aver occupato un podere sfitto di proprietà della provincia, perchè a Siena, anzi, perchè Siena, Trieste, Bologna, Bolzano e Trento sono le città più vivibili d'Italia, secondo un sondaggio di quattro o tre anni fa, però, come dice Ste, uno che a Siena ci vive, dimenticano di dire che sono le più vivibili per chi ha almeno 10 mila euro al mese, per chi non arriva a quel tetto...o si prende la bicicletta e pedala, o rimane chiuso a Chiusi, o si prende il foglio di via! Triste? Vero? Poetico? Forse un pò di tutto, e anche di più, con amore, rabbia e stirru niuru...buone vacanze a chi può, e buona pedalata a chi non può!