scusate, ma l'associazione tra Pisapia e padre Pio è suggerita dalla tendenza a "iconizzare" o Santificare Pisapia da parte di certe librerie e centri culturali di cui c'è notizia nel post precedente. Ho parlato con una mia amica di Torino e mi ha detto che ciò rientra nella tendenza dei milanesi a fare le cose per moda, di tutto e di più, dal commercio equo e solidale allo straccetto bianco emergency, fino ad arrivare ai volantini con scritto Libreria Amica di Pisapia con certe possibili conseguenze pseudotalebane di cui si diceva nel post precedente.
Ma andiamo ai fatti. C'è un fatto interessante datato fine novembre, o forse 21 o 22 novembre, metropolitana di Gessate, un ragazzo senegalese senza permesso di soggiorno passa senza timbrare il biglietto, ho ha provato a timbrare e non ha funzionato la timbratura, non so bene, anche se ho visto le immagini sfocate in tv, il controllore da uno schiaffo al ragazzo che forse lo ha provocato (nel video non si vede nè si sente la provocazione ma si vede il ragazzo circondato da più persone, presumibilmente controlloir o personale ATM), il ragazzo risponde con un colpo di scatola che aveva dentro un sacchetto. il controllore va in ospedale per problemi cardiaci, che aveva già in precedenza. ALlora la questione esplode: dobbiamo aumentare i controlli! Di rivedere le politiche dei biglietti e del trasporto pubblico non se ne parla. Gli "amici di Pisapia" staranno dimenticando, come tanti altri, gli innumerevoli casi di agressione "silenziosa" dei controllori della 90 e 91 o dei TRAM di Milano dove si "deportavano" i sans tickets e sans papiers fino a un anno fa e forse ancora oggi (se ne parla meno, ma...)
Mobilità sostenibile
I provvedimenti per abbssare la quantità di pm10 a Milano giunto oltre i limiti valicabili ormai da tempo...si arenano! Basterebbe investire parte dei soldi dell'EXPO o delle spese peri danni climatici o per i controlli e sorveglianza e videocamere....prenderli e trasferirli nell'abbassamento dei biglietti, invece di aumentare il prezzo dei biglietti. Adesso il Comune di Milano e l'ATM, per salvare la faccia, sta proponendo abbonamenti gratuiti ai minori di 25 anni anche se sono lavoratori, dopo aver proposto "solo per chi non lavora" (cioè nessuno eprchè studiano quasi tutti o lavorano), ma sotto i 25 anni è difficiel trovare un milanese che lavori, e comunque se lavora non ha molti problemi per pagarsi il biglietto,s e già non ha un'automobile e se ne frega dei mezzi pubblici! E' la politica del marketing sostenibile, i problemi, in una società dall'adolescenza lunga, cominciano sopra i trent'anni, figuriamoci che ce ne fotte di aver l'abbonamento gratuito fino ai 25 anni!
Biblioteche in tilt!
Fortunatamente ho alsciato il mio computer a 1000 chilometri da dove abito! Se ne trovano a bizzeffe, ma se sei condannato al computer pubblico, ti può capitare quanto segue.
Due biblioteche di Milano
Biblio Lorenteggio, Via Odazio: metà fine novembre 2011: non c'è carta per stampare da un anno, o non funziona la stampante, comunque stesso risultato: non puoi stampare. E' una biblioteca di periferia. Ce ne fottiamo? sì e no, avevo visto Pisapia a maggio venire a fare il "rivoluzionario di passaggio" qui in via Odazio, aveva proemsso mari e monti. Ancora aspettiamo la carta per la biblioteca! e un computer più aggiornato perchè dei due presenti in bibliolorenteggio, uno non legge la chiavetta USB!
BiblioSicilia, più centrale, più borghese, siamo a due passi da Corso Vercellie Piazza Piemonte
I computere funzionano come quelli di Lorenteggio (uno è iper lento, dicono che sono problemi di server, un'altro non legge la chiavetta, gli altri due sono occupati!)
Il clima è di tensione, ma san Pisapia veglia su di noi! Dulcis in funso, il bagno della biblioSicilia non funziona da almeno due giorni. Qui sono alla biblioParco Sempione, per adesso tutto ok!
mercoledì 30 novembre 2011
giovedì 27 ottobre 2011
come cambiano le cose a Milano con Pisapia...
oggi mi é venuta un'illuminazione su Milano Pisapia e le librerie (ma non solo librerie) "amiche" di Pisapia ma non di Amico treno non ti pago. Non faccio nomi di libreria e di non librerie perché non importa. DIco solo che R., ex educatore di un centro di aggr. giovanile dove ho lavorato come volontario e obiettore di coscienza, da due anni ha lasciato il lavoro di educatore e aperto una libreria. Lo vado a trovare in libreria quando sonoa Milano, ogni tanto compro un libro nella libreir "amica". Amica per me perché considero un lui amico. Da più di un anno parliamo della posibilità di presentare un monologo o uno spettacolo di canzoni nella sua libreria. Un anno fa gli do' una copia fotocopiata di Amico treno non ti pago, che é un monologo che da due anni porto in giro per l'Italia (lui lo sa) e anche una serie di diari che l'Editrice Eris sta pubblicando (novembre 2011 in libreria). R. é uno di quelli che ripone molta fiducia in Pisapia, e ha un volantino appeso alla bacheca della libreria con scritto Libreria amica di Pisapia o qualcosa del genere. A luglio del 2011 Pisapia stabilisce gli aumenti dei biglietti dell'ATM da 1 euro a 1,50. A settembre propongo a R. di presentare il libro in autunno quando uscirà. Lui mi dice che la prassi é che deve leggere il libro prima, che puo' prendere qualche copia in conto vendita, ma per la presentazione...deve prima leggerlo. Al che gli dico che proprio un anno prima; molto amichevolmente, gli avevo dato una copia in A4, al che quasi senza pensarci un attimo mi risponde "Ah, ho capito, non siamo interessati a presentarlo". Stessa cosa, con qualche sfumatura, avviene con un altro spazio dove ho fatto molti spettacoli negli ultimi due anni, anche Amico treno non ti pago il 16 marzo 2011, tanto che alcuni di loro mi dicono ( marzo, quando Pisapia non c'é ancora!) che quando uscirà il libro potremo presentarlo. E alcuni di loro (é una cooperativa e anche bar e trattoria) dicono che é interessante parlare di questi argomenti anche dopo l'aumento del prezzo dei biglietti da Milano ad Assago (febbraio 2011! Pisapia non c'é ancora). Anche loro hanno investito molto in Pisapia, un anno come oggi mi dicevano che fino a dicembre non facevano niente perché impegnati per le primarie per Pisapia. Dall'estate cominciamo a sentirci per fissare una data a settembre o ottobre, poi...a fine ottobre, dopo un po' di "risentiamoci" per fissare una data a novembre, la risposta: "Se ne parla a gennaio", eppure ci siamo sentiti un po' di volte e un po' di volte avro' anche detto che non abito sempre in Italia negli ultimi anni e già a marzo ero a Marsiglia ed ero venuto per una serie di spettacoli, ma gli ultimi dettagli son poco importanti, é interessante invece vedere come l'"amicizia" per una figura istituzionale, puo' generare divisioni e quasi inimicizie fra "amici", comunque, sono solo ipotesi, come canta Bobo Rondelli, A.
mercoledì 26 ottobre 2011
martedì 18 ottobre 2011
pianu pianu
il vuoto che avanza nell'ombra del silenzio. e cchi ié? la morti? lamorti buttana ti piglia t'acchiana ti piglia la cinga bagascia siringa
domenica 4 settembre 2011
notizie e testimonianze preziose da Otranto
ricordate la negoziante che insulta l'artista di strada a Otranto il 1° settembre? in che modo lo insulta? lui fa un ritratto a una ragazza davanti al negozio della negoziante, il negozio si chiama l'Acchiatura, la ragazza gli da 5 euro anzichè le dieci che lui le chiede. La negoziante dice a lui che quel ritratto valeva si e no due euro! "Io ti avrei dato a mala pena due euro!". All'artista di strada viene in mente che quella donna è una aguzzina, infatti...pochi minuti fa arriva la conferma. Quell'artista di strada incontra un giovane uomo che fa il musicista ed è di un paese vicino Otranto. Anni fa faceva maschere di terracotta e le vendeva per strada. Guadagnava 500 euro ogni sera! Poi...parlando parlando, viene fuori che quella negoziante che aveva insultato il ritrattista di strada e che lui aveva pensato che lei doveva essere un'aguzzina....ecco, quella donna aveva voluto comprare al fabbricatore di maschere di terracotta alcune delle sue maschere....comprare? No, gli aveva detto dammene un pò e poi ti pago. Lui dopo due mesi gli aveva chiesto i soldi ma lei gli aveva detto "Non adesso, dopo", e poi,l ovviamente, lo aveva insultato. dicendogli "Siete tutti dei morti di fame!". Al che lui le aveva detto "Ridammi le mie cose", e lei gli aveva detto "Ormai le sto vendendo", e alla fine gli aveva detto metà dei soldi che lui aveva chiesto! Finita lì? No, col cazzo! Lei aveva dato le maschere a un artigiano e si era fatta fare le copie! Fortunatamente (a volte la SIAE serve?) il fabbricatore di maschere di terracotta era registrato alla SIAE ed è ricorso in Tribunale, la cosa si è arenata, cioè lei avrebbe dovuto pagare i danni a lui ma ha pagato solo le spese legali. Otranto non è tutta così, ma il cancro del mercimonio è in agguato dovunque attecchisce! Nel libro Fuoco greco di Bob Kolb, edizioni Bepress, c'è una scena in cui i "neri" sfondano e distruggono gli scaffali di un supermercato ad Atene, durante lo sciopereo generale del 5 maggio 2010. Il mio animo borghesuccio dei miei coglioni era rimasto un pò impressionato da questo gesto, pensando che "va bene l'esproprio proletario, ma perchè la distruzione fine a se stessa", però l'autore del libro diceva che il senso di quel gesto era nel fatto che i supermercati condannano all'alienzione e all'asservimento milioni di persone, sono complici di un sistema devastante, come non dargli ragione? Però tentennavo, ora, dopo aver visto queste scene a Otranto, una vogLia irrefrenabile di fare come Gesù nel Tempio o come i "neri" nei supermercati di Atene, andiamo fratelli, da Londra a Otranto, riprendiamoci le nostre vite e il piacere quasi orgasmico del fuoco greco!
p.s. che fine ha fatto il costruttore di maschere e le sue maschere? i vigili lo hanno cacciato dalla strada, forse anche perchè il fratello dell'aguzzina è un assessore?
p.s. che fine ha fatto il costruttore di maschere e le sue maschere? i vigili lo hanno cacciato dalla strada, forse anche perchè il fratello dell'aguzzina è un assessore?
tra Otranto e Londra ancora una volta
nel post precedente si parlava di un negoziante che aveva picchiato due venditori ambulanti a Otranto il 1° settembre, sul posto arrivano i carabinieri chiamati dalle urla della gente vicina, si saprà poi che uno dei ragazzi riporta due punti di sutura, si saprà anche che il picchiatore è un negoziante di Otranto recidivo, che l'anno prima ha aggredito tre "punkabbestia" che vendevano oggettini per strada, ma i tre punk gli avevano reso pan per focaccia, bastonandolo a loro volta, e lui aveva "combinato un bordello" sbattendo delle catene sulle vetrine dei negozi, insomma un furioso, l'anno prima ancora aveva colpito con una pedata il banchetto di una cinese che vendeva oggetti. Ora, a parte il pezzo di mmerda mafioso e furioso, ma questo è conosciuto e riconosciuto, gestisce un negozio che vende "murrina", non della catena La murrina, non credo, ma perchè questo silenzio? (assenso). L'indomani sul giornale non so se se ne è parlato. In ogni caso, la stagione sta finendo e un anno fa, la tristezza latita e spunta ogni tanto e fa capolino. Per ritornare sugli artisti di strada e su Londra: l'arte e la vita di strada fanno paura perchè non sono contrllabili, non per altro! E in un sistema che deve controllare, sorvegliare, punire, reprimere...qualcosa e qualcuno che non si sottopongono nè sottomettono al controllo e lo espongono e lo rivendicano sono pericolosi, da eliminare, escludere, buon feste finite a sticchiu duci !
tra Otranto e Londra criminalizziamo l'indolenza?
Otranto, 1° settembre 2011: un negoziante picchia un venditore ambulante! Una negoziante insulta un artista di strada, cosa c'è dietro tutto questo? A Otranto c'è un'aria di accoglienza e solidarietà per artisti di strada (non troppi ma presenti) e venditori ambulanti (non ce ne sono troppi, almeno a fine agosto, soprattutto se paragonati alle decine di negozi e negoziati che intasano le vie del centro storico). Ma a volte succedono cose....che lasciano trapelare crepe, mosche bianche o uno strisciante sentimento che pochi sfacciati e "violenti" si incaricano di esprimere?
Io, ingenuo e poetico, voglio credere che sia vera la prima ipotesi, quella delle mosche bianche. Perché ho incontrato persone aperte e gioviali e accoglienti verso l'arte di strada anche quella più estemporanea. Però la sera del 1° settembre un negoziante "palestrato" picchia un ragazzo argentino che vende artigianato in una piazzetta. Vorrei andare al sodo per evitare di impantanarmi in piccole e striminzite ipotesi. Mi aiuta nell'analisi un articolo di Vincenzo Ruggiero, professore di Sociologia Midd-lesex University di Londra. Sul giornale il manifesto, p. 15, sotto il titolo La criminalizzazione dell'indolenza, Vincenzo Ruggiero parte dai disordini di Londra di inizio agosto per fare un'analisi che riguarda la vita di strada e anche quella dell'arte di strada e anche, in questo caso, visto che ci siamo, di Otranto. A un certo punto dell'articolo Ruggiero cita Lefebvre, il quale dice che "le strade cittadine hanno sempre posseduto una funzione "informativa, simbolica e ludica". Allo stesso tempo, sono sempre state luoghi del disordine. Lo spazio urbano pubblico consente ai gruppi di costituirsi, prendere forma, apparire sulla scena e appropriarsi di luogo e tempo. "I graffiti, in questo senso, sono una risposta al 'consumo pilotato', mentre le strade, dice Lefebvre, sono diventate corridoi per la circolazione delle merci, spazi nei quali le persone sono tollerate soltanto se si limitano a passarsi accanto, a sfiorarsi, senza però mai interagire".
Come non pensare a Otranto e alle stradine strette in cui circolano merci e le persone sono tollerate solo se si limitano a passarsi accanto? Otranto come Siena, Firenze ecc. ecc.
Devo dire che a Otranto ho incontrato veramente persone molto accoglienti nei confronti della mia arte di strada e cioè ritratti estemporanei in movimento, cioè che non ho un posto fisso con cavalletto e cc. ma mi muovo e fermo la gente e propongo un ritratto. Ho incontrato donne e uomini che hanno riconosciuto il mio lavoro e addirittura commissionato ritratti su appuntamento, non mi era capitato in nessuna altra città, e il passaparola positivo è stata una cosa bellissima, nel giro di pochissimi giorni.
E l'aspetto inquietante? che una negoziante, dopo che ho fatto un ritratto a una ragazza davanti il suo negozio, mi dice che la ragazza mi ha pagato troppo il ritratto (5 euro! le avevo chiesto dieci euro), mi dice quasi che sono un ladro, lei, la negoziante, che sottopaga le sue dipendenti e vende prodotti comprati al di sotto del loro valore e magari prodotti di finto artigianato come diceva Marco, che si indignava per il fatto che sia vietata la vendita dei prodotti di artigianato magari veri, per strada o con bancarelle, mentre non è vietato vendere prodotti di merda di finto artigianato. Consideriamo che chi vende per strada spesso non sottopaga perché è da solo e magari li fa lui i prodotti e sono garantiti originali!
Rimandandovi alla lettura dell'articolo di Vincenzo Ruggiero bella sua completezza, vi auguro una buona settmbrata libera e bella, con malinconia preautunnale e yoyo mundi!
Io, ingenuo e poetico, voglio credere che sia vera la prima ipotesi, quella delle mosche bianche. Perché ho incontrato persone aperte e gioviali e accoglienti verso l'arte di strada anche quella più estemporanea. Però la sera del 1° settembre un negoziante "palestrato" picchia un ragazzo argentino che vende artigianato in una piazzetta. Vorrei andare al sodo per evitare di impantanarmi in piccole e striminzite ipotesi. Mi aiuta nell'analisi un articolo di Vincenzo Ruggiero, professore di Sociologia Midd-lesex University di Londra. Sul giornale il manifesto, p. 15, sotto il titolo La criminalizzazione dell'indolenza, Vincenzo Ruggiero parte dai disordini di Londra di inizio agosto per fare un'analisi che riguarda la vita di strada e anche quella dell'arte di strada e anche, in questo caso, visto che ci siamo, di Otranto. A un certo punto dell'articolo Ruggiero cita Lefebvre, il quale dice che "le strade cittadine hanno sempre posseduto una funzione "informativa, simbolica e ludica". Allo stesso tempo, sono sempre state luoghi del disordine. Lo spazio urbano pubblico consente ai gruppi di costituirsi, prendere forma, apparire sulla scena e appropriarsi di luogo e tempo. "I graffiti, in questo senso, sono una risposta al 'consumo pilotato', mentre le strade, dice Lefebvre, sono diventate corridoi per la circolazione delle merci, spazi nei quali le persone sono tollerate soltanto se si limitano a passarsi accanto, a sfiorarsi, senza però mai interagire".
Come non pensare a Otranto e alle stradine strette in cui circolano merci e le persone sono tollerate solo se si limitano a passarsi accanto? Otranto come Siena, Firenze ecc. ecc.
Devo dire che a Otranto ho incontrato veramente persone molto accoglienti nei confronti della mia arte di strada e cioè ritratti estemporanei in movimento, cioè che non ho un posto fisso con cavalletto e cc. ma mi muovo e fermo la gente e propongo un ritratto. Ho incontrato donne e uomini che hanno riconosciuto il mio lavoro e addirittura commissionato ritratti su appuntamento, non mi era capitato in nessuna altra città, e il passaparola positivo è stata una cosa bellissima, nel giro di pochissimi giorni.
E l'aspetto inquietante? che una negoziante, dopo che ho fatto un ritratto a una ragazza davanti il suo negozio, mi dice che la ragazza mi ha pagato troppo il ritratto (5 euro! le avevo chiesto dieci euro), mi dice quasi che sono un ladro, lei, la negoziante, che sottopaga le sue dipendenti e vende prodotti comprati al di sotto del loro valore e magari prodotti di finto artigianato come diceva Marco, che si indignava per il fatto che sia vietata la vendita dei prodotti di artigianato magari veri, per strada o con bancarelle, mentre non è vietato vendere prodotti di merda di finto artigianato. Consideriamo che chi vende per strada spesso non sottopaga perché è da solo e magari li fa lui i prodotti e sono garantiti originali!
Rimandandovi alla lettura dell'articolo di Vincenzo Ruggiero bella sua completezza, vi auguro una buona settmbrata libera e bella, con malinconia preautunnale e yoyo mundi!
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